giovedì 9 febbraio 2012

pronto il video completo del primo incontro del minicorso di economia

Pubblicato integralmente su You tube il video del primo incontro con Giulio Palermo, suddiviso in 11 clip di una decina di minuti ciascuno. Qui sotto un sommario del contenuto di ogni clip.
A seguire il successivo piano di lavoro dei tre incontri rimanenti, con le date già fissate del secondo incontro (lunedì 27 febbraio) e del terzo (giovedì 29 marzo). Infine il contributo del docente di presentazione del corso. Buona visione.


MINI-CORSO DI ECONOMIA COL PROFESSOR GIULIO PALERMO


Incontro di Martedì 24 gennaio

Capitolo 1 - Clip 1

Come affrontare il problema:

  1. Taglio storico?

  2. Partire dall'attualità

    1. Cercare il colpevole?

    2. Diritto all'insolvenza?

Capitolo 2 – Clip 2

  1. La moneta unità di conto, mezzo di scambio, riserva di valore

  2. Introdurre elementi concettuali per spiegare la crisi

    1. Il baratto, la legge di Say e la critica di Keynes (in realtà di Marx)

Capitolo 3 – Clip 3

  1. La crisi: la moneta può sottrarsi allo scambio-baratto. La forma-denaro

  2. Nel capitalismo la crisi è una necessità economica, nelle società precapitalistiche la crisi dipende da fattori extra-economici.

  3. Il lavoro salariato tra gli elementi che aprono il problema della crisi

  4. La crisi: sovraproduzione o crollo in borsa? - La caduta del saggio di profitto

  5. Che cosa fa la moneta, che cosa fa la finanza nel nostro sistema

  6. Un capitalismo in senso moderno senza banca centrale non può esistere

  7. L'audit sul debito

Capitolo 4 – Clip 4

  1. La moneta come riserva di valore è già una forma di debito e di credito

  2. Il ruolo delle banche centrali e il loro potere di emettere moneta in esclusiva

  3. La banca di stato ostacola gli altri stati – il signoraggio

    1. Il signoraggio: stampa di moneta e inflazione

    2. La creazione di valore non sta nella moneta, ma nel lavoratore produttore della merce

    3. Spesa pubblica: tassazione o stampa di nuova moneta

    4. Stampa di nuova moneta: a chi far pagare

      1. Se lo stato restituisce alla banca centrale la moneta stampata – non c'è inflazione

      2. Se lo stato non restituisce la moneta stampata – c'è inflazione

Capitolo 5 – Clip 5

  1. Il carico della tassazione è deciso politicamente

  2. I ceti colpiti dall'inflazione: reddito fisso e banche

  3. La mistificante contrapposizione finanza brutto – economia reale bello

  4. Le oscillazioni di borsa sono solo redistribuzioni di ricchezza

  5. La situazione attuale è quella della banca centrale privata che presta soldi allo stato a interesse: appropriazione diretta di valore prodotto socialmente

  6. La banca centrale nasce come evoluzione del sistema bancario privato

  7. Il problema centrale: i soldi prestati sono restituiti alla banca centrale con gli interessi (come sempre se la banca centrale è privata); senza interessi o senza restituzione (se la banca centrale è pubblica)

Capitolo 6 – Clip 6

  1. Necessità storica delle banche e della banca centrale: fornire capitali a chi ne ha bisogno

  2. La moneta cartacea per fissare un valore univoco non garantito dalla moneta metallica

  3. Il controllo pubblico della moneta per controllare il processo produttivo.

  4. Il nodo è lo sfruttamento, che non viene intaccato dalla semplice nazionalizzazione.

  5. Profitto d'impresa e profitto bancario

  6. Rapporto tra sfruttamento capitalistico e crisi

  7. La contrapposizione è tra profitto e salario, non tra interesse bancario e salario

  8. Domanda dal pubblico: differenza tra moneta legata all'oro e moneta slegata dall'oro

  9. Dall'agente di cambio che custodisce monete d'oro al banchiere che presta i soldi non suoi

Capitolo 7 – Clip 7

  1. (continuazione diretta del clip 6: moneta slegata dall'oro) Stampa eccessiva di moneta cartacea: gli Stati uniti proclamano l'inconvertibilità.

  2. Con l'inconvertibilità cambia il rapporto di forza tra paesi. Il signoraggio USA

  3. Con l'inconvertibilità il signoraggio è pieno se i dollari cartacei non rientrano negli USA

  4. L'euro come tentativo di emulare il signoraggio del dollaro.

  5. L'inconvertibilità non ha cambiato i termini del signoraggio e dell'appropriazione.

  6. Gli Stati Uniti egemoni a livello finanziario anche se il dollaro non è convertibile.

Capitolo 8 – Clip 8

  1. Domanda: approfondire la differenza tra crisi di sottoproduzione di valori d'uso e crisi di sovrapproduzione di valori di scambio.

  2. Valore d'uso e valore di scambio. La logica del profitto è la logica del valore di scambio.

  3. Valore e tempo di lavoro.

  4. La logica del profitto è insensibile ed indipendente dal bisogno delle persone.

  5. Se il capitale non produce profitti il lavoratore ne paga le conseguenze.

  6. Crisi: Precapitalismo: mancano valori d'uso. Capitalismo: il capitale non si valorizza.

  7. Quale è la dinamica del saggio di profitto? La crisi è un problema del capitale. Il nostro problema è il capitalismo, che sfrutta anche quando non c'è la crisi.

  8. Affrontare il corso partendo dal valore d'uso e dal valore di scambio: aspetti monetari ed aspetti sostanziali del capitalismo.

  9. In che modo la finanza si appropria del valore senza entrare nel processo produttivo.

Capitolo 9 – Clip 9

  1. Domanda: esigenza di comprendere anche tecnicamente i meccanismi finanziari; e da dove viene la fede nella moneta e nel dollaro?

  2. Credere che si scopre la legge della gravitazione guardando un sasso.

  3. La questione di Bretton Woods ed i tecnicismi delle banche centrali sono fondamentali.

  4. Comprare o no i titoli direttamente è una grossa questione, ma non risolve niente di fondo.

  5. Domanda: quale politica economica domina oggi, come meccanica della finanza e della politica? la globalizzazione come incide sulla dinamica valore d'uso – valore di scambio?

  6. Domanda: l'aumento della produttività ci ha portato alla crisi del capitale.

  7. Palermo: aggiungerei quella del diritto all'insolvenza. Inoltre potrei fornire materiali.

Capitolo 10 – Clip 10

  1. Domanda: cosa fare operativamente? Risposta: si possono dare indicazioni a tutti i livelli, macroeconomici, geopolitici, ma sul che fare possiamo semplicemente discutere insieme.

  2. Intervento: partire dalla nostra cultura marxista, e poi, salendo, rapportarsi al contesto.

  3. Replica docente: sono perfettamente d'accordo con l'intervento del compagno.

    1. Partire da valore d'uso e valore di scambio.

    2. Il ruolo della moneta in Marx.

    3. Quale è il tipo di crisi: è una crisi finanziaria?

    4. Diritto all'insolvenza: schema più keynesiano che marxista.

    5. La contrapposizione non è tra monetaristi e keynesiani.

    6. Marx non affronta il problema del debito pubblico. Dobbiamo svilupparlo noi.

    7. La crisi dei debiti sovrani.

Capitolo 11 – Clip 11

  1. Sviluppare il problema de debito in due modi:

    1. Provare ad integrare Marx affrontando il debito in termini marxiani.

    2. Ripercorrere la storia del debito pubblico in Italia.

      1. Diritto all'insolvenza?

  2. Appropriarsi di strumenti critici di valutazione: non pago

    1. Sinistra radicale

    2. Goldmann Sachs

  3. Questioni organizzative del corso


La scansione definitiva definitiva del corso:


Lunedì 27 febbraio:

CRISI, SFRUTTAMENTO E DEBITO. UNA PROSPETTIVA MARXISTA

L’incontro intende fornire una guida teorica al pensiero di Marx e al dibattito marxista sui rapporti tra crisi economica e sfruttamento dei lavoratori. Questi elementi teorici sono poi utilizzati per spiegare la caduta del saggio di profitto, il ruolo della moneta, della finanza e del credito, i processi di globalizzazione e mercificazione e l’attuale crisi dell’accumulazione capitalistica mondiale.


Giovedì 29 marzo:

DEBITO PUBBLICO, DEFAULT E RAPPORTI DI CLASSE

L’incontro è dedicato all’analisi storica della formazione del debito pubblico in Italia, al ruolo svolto dallo stato nel processo di sviluppo capitalistico dal dopoguerra a oggi e alle trasformazioni istituzionali che hanno portato all’indipendenza della banca centrale e all’entrata nell’euro. L’attenzione si sofferma, in particolare, sul dibattito teorico e politico che ha accompagnato questo processo, per lungo tempo incentrato sulla contrapposizione interna all’economia borghese tra neoliberisti e keynesiani. Questa analisi storica e teorica ci consente infine di discutere criticamente le risposte alla crisi suggerite dalle forze istituzionali di destra e di sinistra e di confrontarle con le istanze più radicali sviluppate dalle forze antagoniste e anticapitaliste.


Data da definire nel mese di aprile:

NASCITA E MORTE DELL’EURO

In questo incontro discutiamo le funzioni storiche dell’unione economica e monetaria nel processo di disciplinamento del lavoro in Europa. A questo fine, analizziamo i principi di funzionamento dell’Unione europea e delle sue principali istituzioni, il processo che ha condotto all’euro, i rapporti interni all’Europa e quelli con gli altri poli capitalistici mondiali. La natura doppiamente restrittiva, monetaria e fiscale, delle istituzioni europee è poi messa in relazione con la trasmissione della crisi finanziaria americana, che si è riversata dapprima sulle banche europee, poi sugli stati più deboli dell’Unione e infine sui popoli di questi stati. Contro la vecchia ricetta di far pagare al lavoro le contraddizioni del capitale si delineano però anche scenari per un’uscita anticapitalista dalla crisi, attraverso processi di collettivizzazione e demercificazione che mettano alle corde il mercato, il capitale e il primato della finanza, per lasciare spazio alla soddisfazione dei bisogni umani e all’emancipazione della classe lavoratrice.


Oltre a questa scansione voluta dal professor Palermo, anche con i contributi emersi dal confronto con i partecipanti al primo incontro, il professore ha illustrato il quadro politico culturale in cui egli si muove, facendo precedere il programma da questa premessa:


Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro di un popolo informato, consapevole e pronto a lottare. Nel novembre 2011, la sola minaccia di dare la parola al popolo greco, attraverso un referendum che, per una volta, avrebbe privato banchieri e affaristi del loro diritto insindacabile di decidere per noi, ha fatto crollare le borse di mezzo mondo. Subito, la finanza, i gruppi imprenditoriali e i loro rappresentanti politici hanno serrato le file per riaffermare chi decide, quali sono gli interessi che contano e in che modo devono essere difesi. Non ovviamente attraverso l’esplicitazione degli opposti interessi di classe, ma in nome del buon governo, della necessità oggettiva di salvare il capitalismo e della vecchia storia secondo cui, per il bene di tutti, si deve aiutare il capitale.

Contro questa concezione mistificata, dobbiamo attrezzarci anche teoricamente, riprendendo le armi della critica scientifica. Solo una coscienza politica capillare di ogni uomo e ogni donna vittime dello sfruttamento capitalistico ci consentirà di lottare per la nostra emancipazione economica e sociale. Non abbiamo bisogno di politici che minaccino di interpellare il popolo per avere accesso ai club dei potenti. Quello che ci serve è una coscienza di classe che ci consenta di prenderci la parola ogni volta che i nostri diritti sono violati, che ci porti a costruire percorsi di lotta radicale e antagonistica e che ci aiuti a ragionare sui modi per superare questa società in cui esistiamo solo come strumenti di valorizzazione del capitale.

La coesione sociale, la genuflessione al mercato e il governo dei tecnici non sono affatto necessità oggettive, ma obiettivi di parte, di chi sfrutta e comanda, e non ha certo interesse ad aprire uno scontro, o un confronto, con chi invece non riesce nemmeno ad esprimere i propri disagi. Perché una cosa è certa: quando riusciremo finalmente a dire la nostra, non sarà per servire meglio il capitale, ma per liberarci dalle sue catene. Per questo, cominciamo a confrontarci, abbattiamo il velo mistificatorio della teoria economica borghese e poi: abbattiamo il capitalismo.”

sabato 21 gennaio 2012

Formigoni si dimetta - comunicato stampa di Rifondazione Comunista

COMUNICATO STAMPA
LOMBARDIA, CASO PONZONI, FERRERO - BOGHETTA(PRC – FDS): «FORMIGONI SI DIMETTA.
ENNESIMO EPISODIO DIMOSTRA PESSIMO LIVELLO DELLA GIUNTA REGIONALE: QUANTI ALTRI SCANDALI DOVRANNO TOLLERARE I CITTADINI LOMBARDI?»


Paolo Ferrero, segretario nazionale e Ugo Boghetta, segretario regionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, intervenendo sul caso Ponzoni in Regione Lombardia, hanno dichiarato:

«La Regione Lombardia non è per niente pulita: Formigoni prenda atto delle sue responsabilità e si dimetta. Il caso dell’ex assessore Ponzoni è solo l’ultimo di una serie davvero troppo lunga: lo scandalo tangenti e l’arresto di Piergianni Prosperini, la questione delle firme false e lo scandalo rifiuti che ha portato all’arresto dell’ex assessore Nicoli Cristiani, per non citare tutti i consiglieri indagati o coinvolti a vario titolo in numerose inchieste giudiziarie. Quanti altri scandali dovranno ancora tollerare i cittadini lombardi? Il comportamento di Formigoni è vergognoso: altro che mele marce e disegni della sinistra, la verità è sotto gli occhi di tutti. C’è un grave problema etico al Pirellone: i suoi vertici politici ne sono responsabili».

sabato 12 novembre 2011

Un poco di dietrologia

Berlusconi si è dimesso. Gridiamo anche noi, insieme al popolo romano: alleluia!. Ma rimane un interrogativo: ha più ragione Franceschini ad attribuirsi tutto il merito, o Cicchitto, che sostiene che non il PD, ma i MERCATI hanno abbattuto Berlusconi?
Ma non di questo si voleva parlare, quanto dell'informe movimento chiamato "gli indignati", che qualcuno scambia per una rivoluzione, dopo aver certificato che lo erano gli avvenimenti di Tunisia, di Egitto, e soprattutto che era una grande rivoluzione di popolo la maxi operazione della NATO e dei servizi segreti di mezzo mondo in Libia. Naturalmente la NATO se ne infischia di questi utili idioti, e proclama ufficialmente il pieno successo della operazione-Libia (per le altre il successo occidentale è così ovvio che non occorre neppure proclamarlo).
Per questo, senza farsi ossessionare dal complottismo e dal "segreto" (il web pullula di siti di questo tipo), può essere utile questo filmato, che ritiene di individuare un unico filo che lega la "rivoluzione" di Gorbaciov, con le "rivoluzioni colorate" nei paesi dell'ex Unione Sovietica, con le "primavere arabe". Naturalmente, credere (come si potrebbe ricavare da un ascolto semplificatorio del filmato) che un gruppo di serbi abbia combinato tutto il casino è altrettanto ridicolo che credere al ragazzino libico esule che avrebbe scatenato l'inferno della guerra in Libia (scusate: la rivoluzione libica!) battendo su qualche tasto del suo computer nel suo appartamento in Svizzera (però, mercenari serbi continuavano a saltar fuori in Libia, solo che erano attribuiti alla "parte" gheddafiana).
Quindi prendiamo il filmato per quello che è, cioè come avvertenza a non farsi menare per il naso da "rivoluzionari inesistenti", o addirittura prezzolati per deviare in continuazione il "movimento" su falsi obiettivi e su innocui giri di valzer, campade, lune nel pozzo e cose simili. Che poi i centri di elaborazione delle politiche globali, di matrice oramai solo capitalistica, esistano, è non solo ovvio, ma viene detto apertamente sui loro siti internet. Prendiamo per esempio l' "Aspen institute", ovviamente americano, che espone così la sua "missione": "La missione di Aspen Institute è duplice: promuovere una leadership basata sui valori, incoraggiando le persone a riflettere sugli ideali e le idee che definiscono una buona società, e per fornire un campo neutro ed equilibrato per discutere e agire su temi critici." Una definizione, appunto "neutra". Ma basta dare una occhiata distratta al "Board" per trovarci fianco a fianco, tanto per fare un esempio, sia la ministra degli esteri di Clinton che quella di Bush junior.
Se poi andiamo alla sezione italiana di questa organizzazione, nel suo comitato esecutivo, che comunque consigliamo di analizzare per intero visitando il sito linkato prima, insieme a Lucia Annunziato ed Umberto Eco troviamo Fedele Confaloniere, John Elkann, Giulio Trementi e tutto il gotha di chi ci domina davvero. Dunque occhio ai dinosauri ed agli altri sauri, vegetariani o carnivori. Il cataclisma geologico che ci ha preceduto ce ne ha lasciato molti in eredità. Buon video.

Da vedere prima dell'11 11 11 from censuratixcaso on Vimeo.

venerdì 22 aprile 2011

L'aler agli ordini della giunta

Nel suo forsennato attacco a tutto ciò che non rientra nei suoi schemi di ordine e di disordine, cioè nel suo ordine di classe, la giunta del mononeuronato porta i suoi affondo. Via i rom da via Orzinuovi, via il Magazzino 47 da via Industriale, via gli sfrattati da tutte le vie, via gli operai da via Milano. In alcuni casi per intervento diretto, in altri come responsabilità politica condivisa con governo e padroni in genere.
Qui sotto alcune immagini della visita spontanea all'Aler di Brescia, che ha intimato lo sfratto giudiziario dai locali dove agisce il Magazzino 47, da anni presenza significativa del movimento in città, e ultimamente attivo nella vicinda della gru e in quella contro gli sfratti. Che cosa c'é di meglio che sfrattarlo?
Ai compagni del Magazzino, come ai rom, come agli operai di via Milano (Ideal Standard e Caffaro vanno verso la chiusura definitiva e senza alternative per più di cento operai) va la nostra solidarietà.

martedì 23 novembre 2010

Continua la lotta all'Ideal Standard - UNITI SI VINCE

Brescia 20 novembre 2010.
la commissione lavoro della Federazione della Sinistra - PRC di Brescia ha incontrato i lavoratori in presidio e ha realizzato questo video per dare più visibilità a questi lavoratori, che dopo circa un anno e mezzo di lotte e di presidio non hanno ancora la certezza che le promesse vengano mantenute, non sanno se il polo logistico che è stato promesso si realizzerà. Non c'è niente di scritto che possa dare la tranquillità a questi lavoratori, che sono ormai stanchi, sperano che tutto si concluda per il meglio e possano finalmente andare a lavorare, ma hanno anche la consapevolezza che non possono abbassare la guardia, specialmente in questo momento delicatissimo, dove si sta esaurendo la cassa integrazione. I lavoratori sono pronti a continuare la lotta con forza e determinazione, facendo nuove iniziative decise, al fine di mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e sui mezzi d'informazione. La Federazione della Sinistra - PRC di Brescia é al fianco dei lavoratori in presidio e darà forza e sostegno con tutti i mezzi disponibili a tutte le iniziative di lotta che i lavoratori dell' Ideal Standard decideranno di attuare. UNITI SI VINCE


sabato 23 ottobre 2010

Dal presidio degli immigrati per il permesso di soggiorno - Brescia - Via Lupi di Toscana



Da circa un mese a Brescia un gruppo di immigrati di diverse nazionalità, che non sono riusciti ad entrare nella sanatoria del 2009, perchè la condizione di clandestinità è diventato per legge un reato, chiedono di avere un permesso di soggiorno di almeno sei mesi per avere la possibilità di regolarizzare la loro posizione, considerando che sono immigrati che vivono e lavorano in Italia da diversi anni. La federazione PRC di Brescia, che è sempre stata al fianco delle lotte degli immigrati, ha realizzato questa intervista per difendere i diritti di tutti, anche di fronte alle manovre ed alle pressioni messe in campo soprattutto dal vice sindaco leghista Rolfi per rimuovere il presidio con la forza.

venerdì 1 ottobre 2010

Adro linea del Piave della democrazia - Walter Peruzzi direttore di "Guerra & pace"

Data l'importanza vitale dell'argomento riprendiamo da Liberazione del 30 settembre 2010 l'articolo scritto da Walter Peruzzi direttore della rivista "Guerra & pace".
Invitiamo tutti coloro che ne vengono a conoscenza a dare la massima diffuzione a questo articolo.

leggi tutto











Un partito che rappresenta un'incombente minaccia totalitaria da arginare
La Lega, il nuovo fascismo
che avanza con Berlusconi

Per la salvezza
della democrazia
è indispensabile fare
di Adro la linea
del Piave, e imporre
un alt all'arroganza
di tutti gli esponenti
del Carroccio