sabato 21 gennaio 2012

Formigoni si dimetta - comunicato stampa di Rifondazione Comunista

COMUNICATO STAMPA
LOMBARDIA, CASO PONZONI, FERRERO - BOGHETTA(PRC – FDS): «FORMIGONI SI DIMETTA.
ENNESIMO EPISODIO DIMOSTRA PESSIMO LIVELLO DELLA GIUNTA REGIONALE: QUANTI ALTRI SCANDALI DOVRANNO TOLLERARE I CITTADINI LOMBARDI?»


Paolo Ferrero, segretario nazionale e Ugo Boghetta, segretario regionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, intervenendo sul caso Ponzoni in Regione Lombardia, hanno dichiarato:

«La Regione Lombardia non è per niente pulita: Formigoni prenda atto delle sue responsabilità e si dimetta. Il caso dell’ex assessore Ponzoni è solo l’ultimo di una serie davvero troppo lunga: lo scandalo tangenti e l’arresto di Piergianni Prosperini, la questione delle firme false e lo scandalo rifiuti che ha portato all’arresto dell’ex assessore Nicoli Cristiani, per non citare tutti i consiglieri indagati o coinvolti a vario titolo in numerose inchieste giudiziarie. Quanti altri scandali dovranno ancora tollerare i cittadini lombardi? Il comportamento di Formigoni è vergognoso: altro che mele marce e disegni della sinistra, la verità è sotto gli occhi di tutti. C’è un grave problema etico al Pirellone: i suoi vertici politici ne sono responsabili».

sabato 12 novembre 2011

Un poco di dietrologia

Berlusconi si è dimesso. Gridiamo anche noi, insieme al popolo romano: alleluia!. Ma rimane un interrogativo: ha più ragione Franceschini ad attribuirsi tutto il merito, o Cicchitto, che sostiene che non il PD, ma i MERCATI hanno abbattuto Berlusconi?
Ma non di questo si voleva parlare, quanto dell'informe movimento chiamato "gli indignati", che qualcuno scambia per una rivoluzione, dopo aver certificato che lo erano gli avvenimenti di Tunisia, di Egitto, e soprattutto che era una grande rivoluzione di popolo la maxi operazione della NATO e dei servizi segreti di mezzo mondo in Libia. Naturalmente la NATO se ne infischia di questi utili idioti, e proclama ufficialmente il pieno successo della operazione-Libia (per le altre il successo occidentale è così ovvio che non occorre neppure proclamarlo).
Per questo, senza farsi ossessionare dal complottismo e dal "segreto" (il web pullula di siti di questo tipo), può essere utile questo filmato, che ritiene di individuare un unico filo che lega la "rivoluzione" di Gorbaciov, con le "rivoluzioni colorate" nei paesi dell'ex Unione Sovietica, con le "primavere arabe". Naturalmente, credere (come si potrebbe ricavare da un ascolto semplificatorio del filmato) che un gruppo di serbi abbia combinato tutto il casino è altrettanto ridicolo che credere al ragazzino libico esule che avrebbe scatenato l'inferno della guerra in Libia (scusate: la rivoluzione libica!) battendo su qualche tasto del suo computer nel suo appartamento in Svizzera (però, mercenari serbi continuavano a saltar fuori in Libia, solo che erano attribuiti alla "parte" gheddafiana).
Quindi prendiamo il filmato per quello che è, cioè come avvertenza a non farsi menare per il naso da "rivoluzionari inesistenti", o addirittura prezzolati per deviare in continuazione il "movimento" su falsi obiettivi e su innocui giri di valzer, campade, lune nel pozzo e cose simili. Che poi i centri di elaborazione delle politiche globali, di matrice oramai solo capitalistica, esistano, è non solo ovvio, ma viene detto apertamente sui loro siti internet. Prendiamo per esempio l' "Aspen institute", ovviamente americano, che espone così la sua "missione": "La missione di Aspen Institute è duplice: promuovere una leadership basata sui valori, incoraggiando le persone a riflettere sugli ideali e le idee che definiscono una buona società, e per fornire un campo neutro ed equilibrato per discutere e agire su temi critici." Una definizione, appunto "neutra". Ma basta dare una occhiata distratta al "Board" per trovarci fianco a fianco, tanto per fare un esempio, sia la ministra degli esteri di Clinton che quella di Bush junior.
Se poi andiamo alla sezione italiana di questa organizzazione, nel suo comitato esecutivo, che comunque consigliamo di analizzare per intero visitando il sito linkato prima, insieme a Lucia Annunziato ed Umberto Eco troviamo Fedele Confaloniere, John Elkann, Giulio Trementi e tutto il gotha di chi ci domina davvero. Dunque occhio ai dinosauri ed agli altri sauri, vegetariani o carnivori. Il cataclisma geologico che ci ha preceduto ce ne ha lasciato molti in eredità. Buon video.

Da vedere prima dell'11 11 11 from censuratixcaso on Vimeo.

venerdì 22 aprile 2011

L'aler agli ordini della giunta

Nel suo forsennato attacco a tutto ciò che non rientra nei suoi schemi di ordine e di disordine, cioè nel suo ordine di classe, la giunta del mononeuronato porta i suoi affondo. Via i rom da via Orzinuovi, via il Magazzino 47 da via Industriale, via gli sfrattati da tutte le vie, via gli operai da via Milano. In alcuni casi per intervento diretto, in altri come responsabilità politica condivisa con governo e padroni in genere.
Qui sotto alcune immagini della visita spontanea all'Aler di Brescia, che ha intimato lo sfratto giudiziario dai locali dove agisce il Magazzino 47, da anni presenza significativa del movimento in città, e ultimamente attivo nella vicinda della gru e in quella contro gli sfratti. Che cosa c'é di meglio che sfrattarlo?
Ai compagni del Magazzino, come ai rom, come agli operai di via Milano (Ideal Standard e Caffaro vanno verso la chiusura definitiva e senza alternative per più di cento operai) va la nostra solidarietà.

martedì 23 novembre 2010

Continua la lotta all'Ideal Standard - UNITI SI VINCE

Brescia 20 novembre 2010.
la commissione lavoro della Federazione della Sinistra - PRC di Brescia ha incontrato i lavoratori in presidio e ha realizzato questo video per dare più visibilità a questi lavoratori, che dopo circa un anno e mezzo di lotte e di presidio non hanno ancora la certezza che le promesse vengano mantenute, non sanno se il polo logistico che è stato promesso si realizzerà. Non c'è niente di scritto che possa dare la tranquillità a questi lavoratori, che sono ormai stanchi, sperano che tutto si concluda per il meglio e possano finalmente andare a lavorare, ma hanno anche la consapevolezza che non possono abbassare la guardia, specialmente in questo momento delicatissimo, dove si sta esaurendo la cassa integrazione. I lavoratori sono pronti a continuare la lotta con forza e determinazione, facendo nuove iniziative decise, al fine di mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e sui mezzi d'informazione. La Federazione della Sinistra - PRC di Brescia é al fianco dei lavoratori in presidio e darà forza e sostegno con tutti i mezzi disponibili a tutte le iniziative di lotta che i lavoratori dell' Ideal Standard decideranno di attuare. UNITI SI VINCE


sabato 23 ottobre 2010

Dal presidio degli immigrati per il permesso di soggiorno - Brescia - Via Lupi di Toscana



Da circa un mese a Brescia un gruppo di immigrati di diverse nazionalità, che non sono riusciti ad entrare nella sanatoria del 2009, perchè la condizione di clandestinità è diventato per legge un reato, chiedono di avere un permesso di soggiorno di almeno sei mesi per avere la possibilità di regolarizzare la loro posizione, considerando che sono immigrati che vivono e lavorano in Italia da diversi anni. La federazione PRC di Brescia, che è sempre stata al fianco delle lotte degli immigrati, ha realizzato questa intervista per difendere i diritti di tutti, anche di fronte alle manovre ed alle pressioni messe in campo soprattutto dal vice sindaco leghista Rolfi per rimuovere il presidio con la forza.

venerdì 1 ottobre 2010

Adro linea del Piave della democrazia - Walter Peruzzi direttore di "Guerra & pace"

Data l'importanza vitale dell'argomento riprendiamo da Liberazione del 30 settembre 2010 l'articolo scritto da Walter Peruzzi direttore della rivista "Guerra & pace".
Invitiamo tutti coloro che ne vengono a conoscenza a dare la massima diffuzione a questo articolo.

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Un partito che rappresenta un'incombente minaccia totalitaria da arginare
La Lega, il nuovo fascismo
che avanza con Berlusconi

Per la salvezza
della democrazia
è indispensabile fare
di Adro la linea
del Piave, e imporre
un alt all'arroganza
di tutti gli esponenti
del Carroccio



martedì 28 settembre 2010

Adro: la dignitosa fuga del sindaco sbruffone

In una sala gremita di giornalisti, telecamere, flash, il sindaco di Adro ha tentato inutilmente di imporre la sua legge padanica: qui comando io, questa è casa mia, fuori le telecamere e le macchine fotografiche, non voglio registrazioni, ecc., applaudito da una claque per la verità piuttosto striminzita, anche se molto chiassosa.
Alla fine, quando i suoi fans avevano già pronosticato la ritirata dei giornalisti con le pive nel sacco, la clamorosa fuga dell'eroe dell'elica a sei punte, fuga mascherata dalla preoccupazione di non provocare scontri incontrollati: consiglio comunale rinviato al giorno successivo in seduta segreta!
Ma i suoi fans sembravano insoddisfatti: il mito di cartone si sta sgretolando?